Catania Host

Presidente:
PITTELLA Not. Arturo

Consorte del Presidente
NAPOLITANO Maria Giuseppina

PRESIDENTE: PITTELLA Not. ARTURO

SEGRETARIO: VITALE Dott. ANTONIO AUGUSTO

TESORIERE: DI NATALE Avv. SALVATORE BRUNO

CERIMONIERE: FURNERI Prof. PIO MARIA

Agg.: 13 Maggio 2011

L.C. Catania Host

Politica penitenziaria e regime delle carceri in Italia: quale futuro?

Venerdi 29 aprile 2011, presso l’Hotel Nettuno di Catania, il Lions Club Catania Host ha organizzato un interessante incontro sul tema: Politica penitenziaria e regime delle carceri in Italia: quale futuro?

L’evento, che ha visto una nutrita partecipazione di soci ed ospiti, si è aperto con il saluto del presidente del Club organizzatore, Notaio Arturo Pittella, ed è stato coordinato dal giornalista Piero Maenza che ha introdotto l’argomento ed ha presentato gli illustri relatori presenti.

Ha in primo luogo preso la parola il Dott. Sebastiano Ardita, Direttore della “Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento” presso il Ministero della Giustizia; il relatore ha proceduto a tratteggiare un quadro della situazione dei penitenziari in Italia ed, in particolare, delle reali condizioni di trattamento dei soggetti “ristretti” presso gli istituti di pena del nostro Paese. Il Dott. Ardita non ha mancato di sottolineare come l’unica strada per garantire una diminuzione della popolazione carceraria passi necessariamente per un sempre più consapevole ricorso alle misure alternative alla detenzione e, ovviamente, per un’accelerazione dei tempi della giustizia penale.

E’ stata quindi la volta della Dott.ssa Lucia Castellano che ha illustrato la propria esperienza di Direttore della Casa di Reclusione di Bollate – Milano: si tratta di una struttura pilota in Italia ove i detenuti, pur nella ovvia privazione della libertà personale, mantengono la libertà di movimento ed autodeterminazione all’interno della struttura medesima; ciò al fine di perseguire le finalità di rieducazione connesse all’esecuzione della pena attraverso il riconoscimento della dignità della persona del carcerato, così favorendo il reinserimento al termine della detenzione.La Casadi Reclusione di Bollate, peraltro, promuove un’accelerazione della decarcerizzazione attraverso il ricorso al lavoro all’esterno e promuovendo così un proficuo interscambio con il territorio circostante.

Il moderatore ha successivamente passato la parola al Senatore Salvo Fleres, Garante dei Diritti dei Detenuti perla RegioneSiciliana,  il quale, dopo aver provocatoriamente invitato i presenti ad approcciare la questione della politica carceraria dal punto di vista dei carcerati medesimi, ovvero addirittura provando ciascuno a considerarsi come un “potenziale detenuto”, ha posto l’accento sulla situazione siciliana individuando nel sovraffollamento delle strutture, nella penuria di agenti e nelle carenze del sistema sanitario i principali problemi della politica carceraria nella nostra Regione.

Ha infine preso la parola il Prof. Angelo Pennisi, Ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università di Catania, il quale ha rilevato come la politica legislativa sia oggi improntata ad una crescente criminalizzazione piuttosto che alla depenalizzazione. Il relatore ha altresì indicato un maggiore uso delle misure alternative alla detenzione quale unica strada per conseguire la diminuzione della popolazione carceraria e, quindi, il miglioramento delle condizioni di detenzione.

L’incontro si è concluso con l’intervento del Dott. Antonio Pogliese, II° Vice Governatore del Distretto Lions 108 Yb.

Agg.: 4 Marzo 2011

L.C. Catania Host

Venerdì 25 febbraio 2011, presso l’Hotel Nettuno di Catania, il Lions Club Catania Host ha organizzato un incontro con il noto giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco.

La serata, introdotta dal Presidente Arturo Pittella, è stata condotta dalla giornalista Claudia Grassi che, con domande garbate ma pungenti, ha sollecitato l’illustre ospite a esporre la propria opinione in merito ai più svariati temi. Dal canto suo Pietrangelo Buttafuoco, notoriamente dotato di una personalità vulcanica, di una vivacità culturale fuori dal comune e di un innato gusto per la provocazione intellettuale, non si è risparmiato nell’affrontare le tematiche proposte.

La conversazione non poteva non prendere le mosse dall’attualità; ripetuti sono stati quindi i riferimenti alla situazione politica italiana ed alle numerose polemiche che coinvolgono esponenti dell’attuale maggioranza; sul punto il giornalista, che non ha mai fatto mistero del proprio orientamento politico, ha offerto il proprio punto di vista sottolineando che i comportamenti degli attuali politici non sono – a ben vedere – così dissimili da quelli posti in essere dai predecessori della “prima repubblica”.

E, sempre riguardo alle cronache attuali, non poteva mancare un congruo riferimento gli accadimenti che in questi giorni stanno sconvolgendo l’assetto politico e sociale del vicino nordafrica; anche su tale punto Buttafuoco ha offerto all’uditorio il proprio pensiero, quanto mai prezioso se si considera che lo scrittore, autore di saggi sul rapporto tra islam ed occidente e di più di un romanzo che esplora il mondo mediorientale, è un fine conoscitore della cultura musulmana.

La moderatrice della serata, Claudia Grassi, ha quindi opportunamente colto l’occasione per spostare la conversazione sull’esperienza di Pietrangelo Buttafuoco quale presidente del Teatro Stabile, incarico che ricopre dal 2007. In merito l’ospite ha sottolineato come il Teatro Stabile di Catania rappresenti un’istituzione culturale di primo piano nel panorama teatrale nazionale e, quindi, un vanto per tutti i catanesi ed un patrimonio da difendere.

L’argomento ha altresì consentito al giornalista una breve digressione per fare  il punto della situazione sui recenti tagli ai fondi statali destinati alla cultura e, soprattutto, per stigmatizzare la cronica incapacità dei siciliani – o per meglio dire degli italiani – a “far cassa” con la cultura.

La serata, nel corso della quale l’ospite – siciliano di Agira, catanese di adozione ma ormai trapiantato a Roma – ha letteralmente affascinato l’uditorio con la propria capacità di raccontare e raccontarsi ponendo l’accento in maniera talvolta umoristica, talaltra caustica, sui vizi e le virtù dei siciliani, si è infine conclusa con i saluti del Presidente di Circoscrizione Memo Platania che si è complimentato con il Club e con il Presidente Pittella per aver organizzato un incontro che si è rivelato al tempo stesso piacevole ma di alto spessore culturale.

Agg.: 15 Febbraio 2011

L.C. Catania Host

Immagini ed emozioni- Incontro con il giornalista Fabrizio Villa

Lunedi 31 gennaio 2011, ospiti delle splendide sale del Museo Diocesano di Catania, i soci e gli ospiti del Lions Club Catania Host hanno incontrato il giornalista e fotografo Fabrizio Villa.

La serata, fortemente voluta ed organizzata dal presidente del Club Arturo Pittella, ha costituito l’occasione per inaugurare la mostra fotografica “Agathae”, donata da Fabrizio Villa in occasione dei festeggiamenti della patrona catanese, il cui allestimento è stato offerto dal Lions Club Catania Host.

L’incontro è iniziato con l’introduzione del presidente Pittella che nel presentare l’ospite della serata e la sua capacità di raccontare attraverso le immagini, ha illustrato le ragioni che hanno spinto il Club ad organizzare l’allestimento della mostra fotografica su S.Agata.

Si è quindi entrati subito nel vivo della serata, esplorando le potenzialità evocativa delle immagini di Fabrizio Villa attraverso la proiezione di un documentario realizzato sull’Etna – caratterizzato da immagini di paesaggi di incredibile bellezza – e di un altrettanto  toccante reportage avente ad oggetto il tema degli sbarchi degli emigranti clandestini, ambientato a Siracusa.

Ancor più emozionante è stata la visione di un ulteriore documentario, girato nel Mali ed intitolato “missione ridare la luce”, avente ad oggetto la meritoria opera di alcune associazioni umanitarie che combattono le gravi patologie oculistiche che colpiscono – a causa delle carenti condizioni igienico-sanitarie – le popolazioni africane.

L’incontro ha altresì costituito l’occasione per conoscere il pensiero dell’artista – incalzato dalle acute domande del giornalista Nicola Savoca, moderatore della serata –  in ordine alle esperienze vissute quale fotografo di guerra. In merito, Fabrizio Villa ha rivelato come in realtà egli preferisca parlare, attraverso le proprie immagini, di pace e di speranza, constatando però amaramente che, purtroppo, le foto di guerra sono ben più richieste dai media delle foto “di pace”.

La serata è proseguita con una interessante e piacevole conversazione nel corso della quale l’artista ha potuto esplorare il rapporto con la propria città raccontando la propria esperienza di fotografo al seguito dell’allora sindaco di Catania Senatore Enzo Bianco, quale  testimone privilegiato – catanese tra i catanesi – dei quotidiani cambiamenti della Città.

E’ quindi intervenuto lo stesso Enzo Bianco che, complimentandosi con il Lions Club Catania Host per aver organizzato la serata e reso possibile l’organizzazione della mostra fotografica, ha ricordato che Fabrizio Villa è uno dei figli illustri di Catania, dotato non solo di una impareggiabile tecnica, ma anche di una straordinaria sensibilità sociale ed etica che traspare innegabilmente dai suoi lavori e che ne fa uno dei più grandi fotografi italiani.

Infine gli illustri ospiti della serata, su invito del moderatore, si sono soffermati sulla festa di S.Agata e sui significati religiosi e morali che tale ricorrenza ha per i catanesi, ponendo l’accento sulle innumerevoli sfaccettature di questa lunga e mutevole processione devozionale che costituisce – anche con le sue contraddizioni – lo specchio della società catanese e siciliana.

L’incontro non poteva concludersi se non con la proiezione di una serie di emozionanti immagini di Fabrizio Villa relative alla festa di S. Agata.

Dopo le conclusioni del Presidente di Zona Giuseppe Guzzetta e del II° Vice Governatore Antonio Pogliese gli ospiti, guidati dal Presidente Pittella e dal Direttore del Museo Diocesano Padre Leone Calambrogio, si sono recati nella sala dedicata alla mostra fotografica “Agathae” di Fabrizio Villa ed allestita dal Lions Club Catania Host, e, dopo aver inaugurato la stessa alla presenza dell’Autore, hanno potuto fruire in anteprima della bellezza delle immagini esposte.

Agg.: 7 Febbraio 2011

L. C. Catania Host, Catania Etna, Catania Bellini e Catania Est

Venerdi 21 gennaio 2011, presso le sale dell’Hotel Nettuno di Catania, si è tenuto l’intermeeting organizzato dai Lions Clubs Catania Host, Catania Etna, Catania Bellini e Catania Est sul tema: L’attuazione del federalismo in Sicilia – Aspetti giuridici, tecnici e politici.

L’evento, voluto dai presidenti dei sodalizi Arturo Pittella, Riccardo La Rosa Gangi, Cristina Grasso e Antonino Nicolosi, ha costituito l’occasione per i numerosi soci ed ospiti presenti di analizzare, con l’aiuto di illustri e preparati relatori, il prevedibile impatto che l’attuazione del federalismo (ed in particolare del c.d. federalismo fiscale), potrà avere sull’economia della nostra Regione.

Coordinatore dell’incontro è stata la Prof.ssa Margherita Poselli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania, che, dopo aver introdotto il tema della serata, rilevandone la nevralgica centralità in seno al dibattito politico odierno, ha ceduto la parola al Prof. Gianfranco Amenta, docente presso l’Università di Palermo.

Il relatore, attraverso una lettura della Costituzione in chiave storica, ha messo in luce come le istanze autonomiste che sono alla base dell’idea del federalismo siano effettivamente contenute, in nuce, nella nostra Carta Fondamentale, e precisamente in quel Titolo V° recentemente riformato con la legge costituzionale n. 3 del 2001.

Il Prof. Amenta ha altresì posto l’accento sulla necessità di una reinterpretazione di siffatti valori alla luce del principio solidaristico, anch’esso contenuto nella Costituzione, dal quale non può prescindersi nell’attuazione del disegno federalista.

Successivamente è stata la volta dell’On. Nino D’Asero, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, che mettendo a disposizione dell’uditorio tanto la propria esperienza politica quanto quella di Dottore Commercialista, ha evidenziato la necessità di una partecipazione degli Enti Locali alla redistribuzione delle entrate tributarie ed ha posto altresì l’accento sulla necessità di prevedere, nel futuro assetto del sistema tributario, una efficace perequazione fiscale.

Ha quindi preso la parola il Dott. Antonio Pogliese, Dottore Commercialista e II° Vice Governatore del Distretto Lions 108 Yb, che, nell’analizzare l’impatto del federalismo fiscale sull’economia della Sicilia ha posto in evidenza la specificità della situazione della nostra Regione che, a differenza di altre, può contare solo sul 20% di entrate proprie.

Il Dott. Pogliese ha altresì rilevato il fallimento del partiti politici, incapaci di assumere il ruolo di collegamento tra i cittadini ed il potere politico che il legislatore costituzionale aveva previsto, ed ha auspicato che i Clubs Service – ed i Lions in particolare – assumano, negli anni a venire, questo ruolo facendosi portatori delle istanze della società civile presso i palazzi della politica al di là di qualsiasi settarismo ed interesse di parte.

Successivamente la Prof.ssa Poselli ha introdotto gli interventi programmati della Dott.ssa  Caterina Scuderi e del Prof. Rosario Leonardi.

La Dott.ssa Scuderi, già direttore dell’Agenzia delle Entrate di Catania, ha brevemente ma acutamente rilevato come i fenomeni di evasione e di elusione fiscale che si verificano con una notevole incidenza sul nostro territorio abbiano l’effetto di comprimere le risorse dello Stato e, quindi, di aumentare la pressione fiscale. La Dott.ssa Scuderi ha altresì auspicato, al pari di alcuni relatori, che l’attuazione del federalismo, ed in particolar modo del federalismo fiscale, sia realizzata alla luce del principio solidaristico. Il Prof. Rosario Leonardi ha invece sottolineato come sia oggi improprio parlare in Italia di una riforma in senso federalista, e ciò in quanto il nostro Paese non ha, né avrà, una struttura federale.

Infine la Prof.ssa Poselli ha ceduto la parola ad alcuni illustri ospiti presenti in sala che hanno voluto arricchire la serata offrendo nuovi spunti di riflessione.

E’ quindi intervenuto il Dott. Giorgio Santonocito, Ragioniere Generale del Comune di Catania, che ha rilevato la condizione di grave difficoltà nella quale si potrebbero trovare i Comuni del Sud Italia a seguito della prevista introduzione del federalismo fiscale; successivamente è stata la volta del Prof. Agatino Cariola, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Catania, che ha evidenziato come, oggi, i tempi siano maturi per abbandonare la “specialità regionale” che per anni ha caratterizzato la Sicilia; è infine intervenuto il Prof. Emilio Castorina, anch’egli Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Catania, che ha auspicato la necessità di riscoprire in termini nuovi e più moderni l’autonomia della Regione Siciliana, ponendo al centro le esigenze dell’uomo, sottolineando come in tale ottica anche i Lions possano e debbano dare un rilevante contributo.

Agg.: 1 Febbraio 2011

L.C. Catania Host

La macchina del tempo al Lions Catania Host – 29.11.2010

Il Lions Club Catania Host ha voluto dedicare un meeting ad un argomento piuttosto insolito ed avvincente nello stesso tempo: la realizzazione delle “macchine del tempo”.

Il presidente del club notaio Arturo Pittella, dinanzi ad un pubblico qualificato di autorità, soci ed invitati ha presentato il tema seducente, che i relatori hanno poi affrontato con precisione e competenza, partendo dalla creazione dei vari meccanismi che sono serviti all’uomo, nel corso dei millenni, per misurare il tempo.

Relatori della serata Fabio De Domenico imprenditore e grande appassionato di orologeria ed il prof. Ugo Pancani, docente di Micromeccanica ed orologeria all’Istituto Superiore “Leonardo da Vinci” di Firenze. In apertura di serata De Domenico ha fornito alcune curiosita’ storiche sottolineando come la Sicilia abbia dato un grande contributo nella realizzazione di strumenti che misurano il tempo.

Un catanese, infatti, nel 1260 a .C. andò a Roma per far conoscere la  meridiana, il più antico strumento per misurare il tempo. L’ora veniva indicata dalla posizione e dalla lunghezza di un perno la cui ombra, a seconda dell’inclinazione dei raggi del sole, si proiettava su un piano dove erano segnate le ventiquattr’ore.

Un altro siciliano, il messinese Giuseppe Moretti, realizzò il calendario Gregoriano, che Papa Gregorio XIII fece suo nel 1582, sostituendolo al calendario Giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 46 a .C. Dopo qualche tempo s’incominciò a lavorare per la realizzazione dei primi orologi a molla e, via via, si cercò di perfezionare sempre più le tecniche sino ad arrivare agli orologi di piccolissime dimensioni, ai cronometri di grande precisione e alle grandi complicazioni di oggi. Il prof. Pancani in modo molto avvincente – anche grazie all’ausilio di splendide immagini – ha “introdotto” i presenti all’interno delle officine di alta orologeria illustrando le varie fasi di lavorazione e facendo veramente “partecipare” alla nascita di una macchina del tempo: dal disegno preliminare, alla struttura esterna, (cioè la cassa) e poi a quella interna formata dal fondo cassa, dal quadrante, dalle lancette, dal bilanciere e da una molla che, compressa, consente il movimento di una serie di rotelline le quali, collegate al quadrante, indicano le ore e i minuti.

Da queste diaboliche macchinette, col passare degli anni ( i primi orologi da taschino sono stati realizzati tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo), si creano orologi a doppia fase e, nel XX secolo, viene realizzato il primo cronografo che consente di contare i minuti e i secondi. Vi sono orologi-calendari perpetui (quello della cattedrale di Strasburgo è il più antico d’Europa) che indicano millennio, secolo, decennio, anno, mese, giorno e fasi lunari nei due emisferi programmati fin oltre al 2100 e capaci di mantenere una riserva di carica di oltre sette giorni.

Quindi orologi con ripetizione acustica ogni sessanta, trenta e quindici minuti. Nell’era moderna nascono gli orologi a batteria ma quelli meccanici mantengono sempre il loro fascino, come quelli nei quali un automatismo consente il funzionamento solo col movimento del braccio. In chiusura del meeting Umberto De Domenico, esperto del settore, si è soffermato sul problema della contraffazione, ponendo l’accento non tanto su quella, assai evidente, di tipo orientale, ma specialmente su quella più sofisticata che si vale di strumenti e tecniche molto più accurati e che riesce a creare prodotti assai simili a quelli autentici.

Oggi, purtroppo, la contraffazione – che unitamente agli orologi interessa anche i gioielli di marca – è un problema globale. Basti pensare che il business collegato a tale fenomeno produce un fatturato annuo che ammonta ad oltre 10 miliardi di dollari. Nel 2008, in Italia, sono stati sequestrati 397.945 orologi e gioielli di grandi marche, “taroccati”, mentre nell’Unione Europea sono stati 1.539.202.

Pertanto occorre stare sempre in guardia e mai procedere ad acquistare un bene di tale tipo senza l’ausilio di un esperto. Si rischia di investire somme cospicue e di avere in cambio merce che non vale certo il prezzo che si è sborsato per acquistarla.

Da ultimo ha preso la parola  Il Vice Governatore dott. Antonio Pogliese che ha indirizzato parole di elogio e di ringraziamento ai relatori e al presidente Pittella per la interessantissima conversazione

Antonio Di Paola

Agg.: 1 Febbraio 2011

L.C. Catania Host

Lunedi 6 dicembre 2010 si è celebrata, presso il Teatro Verga di Catania, la nona edizione del Premio Domenico Danzuso.

L’evento è stato voluto ed organizzato anche quest’anno, nel decennale della scomparsa dell’illustre studioso, dal Lions Club Catania Host unitamente alla SCAM (Società Catanese Amici della Musica) ed al Teatro Stabile di Catania.

La manifestazione, ormai divenuta un tradizionale e prestigioso appuntamento della vita culturale catanese, fu istituita dal Lions Club Catania Host, insieme alla SCAM, con la finalità di tramandare l’eredità intellettuale del compianto socio Domenico Danzuso, critico musicale e teatrale. Ed infatti il Premio, nel voler idealmente perpetuare l’attività del critico che fu sempre prodigo di consigli e di incoraggiamenti in favore dei giovani, si propone di promuovere ed incentivare i talenti che si sono distinti nel campo della prosa, della musica e della lirica.

La serata di gala, condotta dal giornalista Andrea Lodato nelle vesti di presentatore, si è aperta con i saluti di Francesco Corsaro Boccadifuoco, già presidente del Lions Club Catania Host allorquando fu istituito il premio, e Antonio Maugeri, presidente della SCAM.

Hanno successivamente preso la parola l’attuale presidente del Lions Club Catania Host, Arturo Pittella, ed il direttore del Teatro Stabile di Catania, Giuseppe Dipasquale, i quali si sono soffermati sulle profonde doti morali di Domenico Danzuso, capace di una critica colta ma sempre sobria e misurata, e sulla innegabile influenza che egli ebbe sulla vita culturale degli anni nei quali operò.

Si è quindi proceduto alla consegna dei prestigiosi riconoscimenti agli artisti scelti dalla giuria per essersi distinti nel campo del teatro e della musica, ambiti affini ma diversi, ai quali Domenico Danzuso si dedicò con uguale passione.

Il primo ad essere premiato è stato il pianista Giovanni Cultrera che, dopo aver proposto all’uditorio alcuni brani di Liszt e Chopin, ha ricevuto la targa dalle mani della sig.ra Lina Polizzi Danzuso, moglie del compianto critico, anima e madrina della serata; la signora Lina ha ricordato con commozione l’illustre marito ringraziando quanti – a dieci anni dalla scomparsa – continuano a mantenerne viva la memoria.

Quindi è stata la volta dell’attore Luigi Lo Cascio, interprete di teatro e di cinema, apprezzato, oltre che per il talento, per l’impegno sociale che profonde in ogni suo lavoro; l’attore, che ha ricevuto il premio dal critico Andrea Bisicchia, ha proposto al numeroso pubblico presente in sala una intensa lettura del canto “A Silvia” di Giacomo Leopardi.

Non meno suggestiva è stata l’esibizione del soprano Donata D’Annunzio Lombardi che, dopo aver ricevuto il Premio Danzuso dal sovrintendente del Teatro Massimo di Catania Rita Cinquegrana, ha duettato con il tenore Leonardo Caimi sulle note di Puccini.

Infine la serata si è conclusa con la consegna di un premio alla carriera a Pippo Baudo, autentica icona del mondo dello spettacolo, capace di una comunicazione elegante, ma al tempo stesso diretta e familiare, che gli ha permesso di dialogare ininterrottamente con generazioni di italiani, attraverso il mezzo televisivo, dagli anni sessanta ad oggi. L’artista catanese, che ha deliziato l’uditorio con la consueta intelligente ironia duettando con Tuccio Musumeci, ha ricevuto il riconoscimento, una scultura del catanese Dino Cunsolo, dalle mani del direttore de ‘La Sicilia’, Mario Ciancio.

Agg.: 4 dicembre 2010

L.C. Catania Host

Domenico Danzuso

Prestigiosa edizione del Premio “Domenico Danzuso” nel decennale della scomparsa del grande critico teatrale.

Al Teatro Verga, il 6 dicembre, la consegna del riconoscimento ad autorevoli artisti: Pippo Baudo, il pianista Giovanni Cultrera, il soprano Donata D’Annunzio Lombardi, l’attore Luigi Lo Cascio.

Era il dicembre del 2000. Nell’anno in cui ricorre il decimo anniversario della scomparsa di Domenico Danzuso, l’autorevole critico teatrale catanese, il premio a lui dedicato conosce nuovo slancio. Istituito esattamente dodici mesi dopo la perdita dell’acuto intellettuale, l’ambito riconoscimento – giunto ormai alla nona edizione – vanta un blasonato albo d’oro che si arricchisce ora di un quartetto di prestigiosi artisti: Pippo Baudo, il pianista Giovanni Cultrera, il soprano Donata D’Annunzio Lombardi e l’attore Luigi Lo Cascio.

L’appuntamento è per lunedì 6 dicembre alle ore 20,30 al Teatro Verga. L’iniziativa muove dalla volontà congiunta dei tre enti promotori, rappresentati per il Lions Club Catania Host dal presidente Arturo Pittella, per la Scam dal presidente Antonio Maugeri, e per lo Stabile etneo dal presidente Pietrangelo Buttafuoco e dal direttore Giuseppe Dipasquale. Una convergenza di intenti galvanizzata dal costante sostegno di Lina Polizzi Danzuso, moglie del grande critico, madrina d’onore della manifestazione, sapientemente coordinata già lo scorso anno da Vittoria Napoli La Rocca. La serata sarà affidata alla conduzione del giornalista Andrea Lodato, firma del quotidiano “La Sicilia”, testata che per oltre cinquant’anni ha pubblicato le mirabili recensioni di Danzuso e i suoi numerosi interventi dalla straordinaria forza civile ed etica.

A consegnare le targhe saranno, insieme alla signora Lina, il direttore del giornale  “La Sicilia” Mario Ciancio, la sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Rita Cinquegrana e il regista Maurizio Scaparro. Toccherà a loro farsi portavoce della blasonata giuria, che annovera, insieme ai nomi di Dipasquale, Maugeri, Pittella e Scaparro, il critico teatrale Andrea Bisicchia. Criterio guida è la valorizzazione degli alti meriti artistici di figure che si sono distinte nel campo del teatro e della musica, ambiti affini ma diversi ai quali Domenico Danzuso si è dedicato con uguale passione.

Il premio alla carriera andrà perciò al “maestro” di una generazione di presentatori: Pippo Baudo, personaggio simbolo della televisione italiana. Umanità e cultura hanno accompagnato sin dagli esordi negli anni Sessanta, quest’autentica icona dei giorni nostri, segnando i suoi successi all’insegna di una comunicazione elegante e rigorosa, virata verso caratteristiche drammaturgiche, come recita la motivazione del premio.

Per la prosa a ricevere il riconoscimento sarà Luigi Lo Cascio, attore fortemente “impegnato”, beniamino del pubblico anche sul piccolo e grande schermo, capace di cogliere sempre l’essenza dei suoi personaggi, ed interprete moderno di un teatro svincolato dai canoni tradizionali.

Due i premiati della sezione musica: il pianista Giovanni Cultrera, apprezzato virtuoso del più impervio repertorio dalle rilevanti qualità tecniche ed esecutive, e il soprano Donata D’Annunzio Lombardi, autentica primadonna della celebrata tradizione belcantista italiana, raffinata interprete che detiene un posto di assoluta preminenza nella “nouvelle  vague” dei  più rinomati cantanti lirici internazionali .

E’ in questa variegata visione che il premio intende perpetuare l’eredità di Domenico Danzuso, protagonista della vita culturale teatrale catanese, e non solo, insignito in vita di insigni riconoscimenti come il premio Flaiano, la Lente d’oro e il Randone.

Fondatore dell’Associazione critici di teatro, Danzuso ha fatto parte del consiglio direttivo durante la lunga  presidenza di Roberto De Monticelli, ricoprendo anche la carica di vice-Presidente. È stato per oltre vent’anni docente di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Catania e ha collaborato con le maggiori riviste di teatro, “Dramma”, “Sipario”, “Hystrio”, “Prima fila”. Ha dedicato inoltre particolare attenzione al Teatro Massimo Bellini, partecipando in prima persona alla sua crescita.

Oltre ai volumi “Le Donne di Bellini” (1985) e “Cento giorni di teatro” (1999), ha firmato fondamentali opere sulla storia del Teatro Massimo Bellini, tra le quali il volume “Musica, Musicisti e Teatri a Catania” (1984), scritto con Giovanni Idonea, e la pubblicazione, assieme allo stesso Idonea e a Franco Di Silvestro, delle “Memorie Storiche del Teatro Massimo Bellini”. A lui sono oggi intitolati una Biblioteca Comunale dello spettacolo, arricchita dei preziosi numerosi volumi donati per volere della moglie Lina, una sala dell’Istituto musicale “Vincenzo Bellini” e il foyer del Teatro Sangiorgi. Personalità straordinariamente proficua, Domenico Danzuso è ricordato oggi anche grazie al premio con cui ogni anno la sua città, Catania, lo ripropone quale vivido stimolo di crescita culturale e morale. (dal periodico telematico STEP 1 one)

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