RUGGERO E BRADAMANTE di Tommaso Aiello

Una delicata storia d’amore d’altri tempi.

Le avventure di Orlando e Rinaldo sono state sempre le più rappresentate sui piccoli palcoscenici dell’Opera dei Pupi Siciliani.

Ma l’Opera dei Pupi non si ferma a questi due gloriosi paladini:c’è per esempio una bellissima storia di amore e di morte che vale la pena conoscere,quella di Ruggero e Bradamante. Proviamo a raccontarla così come l’ho vissuta tanti anni fa presso un teatrino di uno degli ultimi pupari in attività.

Il sipario si apre sulla scena di Parigi e della Senna e sulla destra c’è un guerriero che contempla lo spettacolo:è Rodomonte,un saraceno baffuto ed  impetuoso,ma non privo di vero coraggio. Siamo al termine di una giornata di  battaglie e i due eserciti ritornano ai loro accampamenti.

A questo  punto Rodomonte comincia il suo soliloquio. Rodomonte elogia il  valore dei Francesi che hanno saputo battersi,ma conferma la sua irriducibile volontà di farne  sempre “stragi”.In questo saraceno rabbioso e scortese,si  imbatte subito Bradamante che chiede di poter passare per  raggiungere il campo cristiano. Fortuna per Bradamante che arriva Ruggero, gran capitano dell’esercito saraceno che mette in fuga  Rodomonte. Dopo lo scambio di complimenti e cortesie, Bradamante sussurra tra sé stessa “quanto è bello,me ne sono innamorata” e rialza la sua visiera.”Ma voi  siete una donna!,e tra di sé:”quanto  è bella,me ne sono innamorato”,dice Ruggero e aggiunge “vi voglio sposare”. “Anch’io vi amo!Ma voi siete un saraceno”.

Ad ogni modo si abbracciano,ma l’idillio tenero e fulmineo viene interrotto dalla principessa Marfisa, guerriera saracena e presunta fidanzata di Ruggero. Seguono scambi di parole risentite,tentativi di impossibili spiegazioni,colpi di spada,fuga di Marfisa ed inseguimento di Ruggero, finchè non si ritrovano dinanzi alla tomba del Mago Merlino che uscendo fa una straordinaria rivelazione che risolve tutti i problemi. ”Prima ho taciuto finchè ero in vita,ma ora è venuto il momento della vostra riconoscenza:Ruggero! Marfisa! Siete fratello e sorella! E tu Bradamante, lo potrai sposare!Vi lascio in pace”.

Ruggero,gran capitano dei saraceni

 

I tre si abbracciano e Ruggero promette di farsi cristiano alla prima occasione.  A questo punto bisogna sapere che Bradamante è la sorella di Rinaldo,e che Ruggero sarà presto chiamato dal destino ad una dura prova. Il suo imperatore, Agramante, pensa di  risolvere le sorti della guerra con un solo duello tra un guerriero saraceno ed un cavaliere cristiano,e per la sua parte sceglie Ruggero:Mentre Carlo Magno sceglie Rinaldo.

Trema la mano di Ruggero mentre si accinge al duello col futuro cognato,ma sopravviene Rodomonte che convince Agramante ad affidare a lui le sorti dell’impero. Per amore Ruggero si fa cristiano e raggiunge il campo di Carlo Magno e poi la reggia di Parigi insieme al più vecchio Subrino.

Sin lì va a trovarli ed a sfidarli,con grande coraggio e dignità,il prode Rodomonte che non volendosi inginocchiare davanti a Carlo Magno esce per affrontare il valoroso Ruggero.

Quando Carlo Magno,col mantello rosso segnato dalla croce,raggiunge il luogo del duello,seguito dalla corte dei Paladini,Ruggero ha già battuto Rodomonte e per sempre ,e allora Carlo Magno gli dà in premio la mano della bella Bradamante.

Ora Bradamante aspetta un bambino. Ruggero attraversa un bosco per raggiungere la moglie,ma incontra una donzella, Leonilde, che gli chiede aiuto e Ruggero che è un cavaliere le offre il suo braccio e l’accompagna.

La donzella con l’inganno lo porta al castello di Gano di Maganza, nemico di Rinaldo,suo cognato. Gli danno ospitalità,lo nutrono,gli versano il vino migliore e durante la notte lo uccidono. Ma gli uccisori di Ruggero non hanno tenuto conto dei sogni,dove ai morti è dato apparire e Ruggero appare in sogno alla moglie Bradamante e le grida:”Bradamante, Bradamante! Non mi attendere più perché io sono morto.

Bradamante, la bella donna guerriero,innamorata di Ruggero.

 

Sono stato ospitato e poi assassinato da Gano di Maganza!Il mio corpo è stato gettato nel fiume….Ti raccomando il nostro piccolo bimbo…”

A questo punto vibrano le corde della vendetta. Bradamante e Marfisa – due donne – assaltano il castello di Gano, tagliano teste e pance,uccidono tutti i difensori,anche l’infame Leonilde, e feriscono Gano.

Poi. esauste, le due cognate danno fuoco alle mura.

Col vento le fiamme divampano dietro le finestre traforate del castello. Ruggero è pienamente vendicato. Ancora un attimo per godere e stupire della ingegnosità del puparo,e poi cala d’un colpo la tela.

La storia di amore e di morte è terminata.

Tante sono le tematiche che si possono trovare in questa storia:l’amore a prima vista,il sentimento della cavalleria, l’intervento del soprannaturale,i riconoscimenti delle paternità, l’ironia del fato, i tradimenti, le apparizioni, l’ineluttabilità della vendetta,tutti gli elementi della letteratura sin dalle origini,riassunte e rielaborate pare perfettamente, dell’anima popolare d’una certa epoca.

La storia di Bradamante e di Ruggero,così delicata e poetica,così tragica,è un piccolo capolavoro quasi sconosciuto o meglio trascurato dell’Opera dei Pupi Siciliani.

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