LA VILLA ROMANA DI REALMONTE (Ag) di Natalia Di Bartolo

La Villa Romana di Realmonte era una costruzione del I secolo d.c. ed i suoi resti hanno alle spalle le colline marnose tipiche della zona, nelle quali sono stati rinvenuti segni di necropoli, reperti di lavoro e di caccia, così come, del resto, nelle zone limitrofe di Capo Rossello, celebre per la sua splendida Scala dei Turchi.

Il sito archeologico si trova nei pressi di Punta Piccola, a pochi km. dall’abitato di Realmonte. La parte principale della villa copre un’area di circa 5000 mq, ma ci sarebbe, tramite nuovi scavi, ancora parecchio da scoprire.

Collocata direttamente sulla spiaggia, soli 50 mt. dalla battigia, era una tipica “Domus romana”, come tutte le ville dell’epoca e non solo. Infatti era caratterizata da un peristilio a colonne, con giardino all’esterno e cortile con “impluvium” (vasca di raccolta dell’acqua piovana) al centro, che era il fulcro della casa. Attorno al peristilio si sviluppavano i vari ambienti domestici.

Alcuni di questi sono pavimentati a mosaico in bianco e nero; altri sono pavimentati in marmo policromo intarsiato, lavoro di particolare valore tecnico ed artistico; i mosaici policromi rappresentano  scene e divinità marine: bellissimi quelli di Poseidone sull’ippocampo e del Tritone trainato su un cocchio da due mostri marini. Di bella fattura è anche “il mosaico del delfino”, che dà una testimonianza evidente della voluta ricerca di motivi ornamentali in una Villa che apparteneva, per certo, a qualche personaggio di spicco dell’epoca.

L’ipotesi è avvalorata dalla presenza di una piscina termale sul lato occidentale della Villa – con frigidarium, tepidarium e calidarium – che testimonia ulteriormente il benessere economico e l’elevata posizione sociale di chi vi abitava: possedere “termae” private, allora, era un privilegio per pochi.

La scoperta della “Villa Romana”avvenne casualmente nel dicembre del 1907 durante gli scavi per la costruzione della ferroviaAgrigento-Sciacca e i lavori nel sito archeologico furono ripresi dopo circa 70 anni.

Nel 2006, la Soprintendenza alle Antichità di Agrigento ed il Comune di Realmonte, in collaborazione, operarono un lavoro di ripulitura ed illuminazione, che fecero sì che il sito archeologico divenisse fruibile, e fosse utilizzato anche quale spazio privilegiato di cultura, destinato a incontri letterari e concerti.

Ultimamente, purtroppo, sia pure ancora visibile, la villa è ricaduta nel degrado. Non si può che auspicare che gli attuali Amministratori non lascino che si perda del tutto ciò che era già stato fatto, poichè il sito archeologico è da considerarsi di valore inestimabile, soprattutto dal punto di vista storico ed artistico.



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