LIONS PER GLI IDEALI DI LIBERTA’ E DI SICUREZZA di Giorgio Giannì

Spesso dimentichiamo il significato della terminologia che utilizziamo. La nostra associazione, per vantare una vita di quasi un secolo è stata fondata su principi ed ideali inossidabili che abbiamo il dovere di ricordare ed anzi reinterpretare.

Nei giorni scorsi in una breve riflessione che ho fatto  al nostro caro Governatore Dr. Giuseppe Scamporrino, ho sfogliato l’annuario nella parte che riporta la  normativa statutaria e regolamentare che regola la nostra vita associativa.

Ho riletto che il nome lions, è  acronimo di Liberty, Intelligence, Our Nation’s Safety. Tale acronimo è enunciato nell’art. I,  sezione 2 dello Statuto Internazionale. Viene tradotto come Libertà, intelligenza e sicurezza della propria nazione.

Il significato comune  che fa riferimento al leone che rappresenta la maestà fra gli animali ed  il logo che rappresenta tale animale con lo sguardo bidirezionale  uno verso il futuro e l’altro  verso il passato, è notevolmente arricchito dagli ideali rappresentati da tali concetti.

Libertà come stato in cui un soggetto può agire senza costrizioni o impedimenti, possedendo la capacità a determinarsi secondo un’autonoma scelta dei fini e dei mezzi idonei a conseguirli. La libertà è in contrapposizione ad ogni tipo di schiavitù personale o politica; condizione indegna della natura umana pienamente realizzata.

Quando parliamo di libertà dalla schiavitù non parliamo solo di schiavitù fisica o esteriore ma anche di schiavitù mentale, interiore e dell’anima.

Per rendere efficace la nostra azione liberatoria dell’anima, dobbiamo associare alla volontà dell’intelletto anche la Grazia del Signore che invochiamo in tutte le nostre preghiere, compresa quella lions all’inizio delle nostre cerimonie.

I nostri propositi umani devono diventare azioni divine con la Grazia di Dio. In filosofia si parla di libertà come assenza da ogni immaginazione o passione.

Noi lions vogliamo essere liberi in tutto ma non nella nostra passione  e nel nostro obiettivo che è e deve essere, il servizio verso gli altri e soprattutto verso i più deboli. Solo così possiamo riscoprire la nostra autenticità di esseri umani, cristiani e lions.

L’intelligenza è stata  intesa come processo mentale molto complesso per perseguire uno scopo con valutazioni, giudizi di valore, autocritica ed autocorrezione. Lo stretto collegamento fra intelligenza e motivazione deve essere  percepito e coltivato.

Dobbiamo avere la consapevolezza che i processi intellettivi sono resi più acuti  quando dobbiamo risolvere un problema che si frappone fra noi e lo scopo. Tanto più se lo scopo trova il suo fondamento nei principi costitutivi della nostra umanità, come gli ideali lionistici. Non solo braccia dunque ma cuore ed intelletto.

Sicurezza è un concetto che mai come ai nostri giorni merita di essere ben interpretato. Oggi sappiamo che si attua sicurezza anche con l’intervento di militari in missione di pace a migliaia di chilometri dai nostri confini nazionali. E’ in uso un concetto diverso di pericolo che prima era legato alla difesa dei confini e del territorio, oggi è legato agli interessi economici, culturali e della nostra filosofia di vita.

Ai militari italiani che, anche con il sacrificio della vita, sono impegnati in tali missioni di pace, va il nostro grazie più sentito. Oggi è molto più complicato perché non dobbiamo difendere solo la nostra terra ma anche il nostro  modo di essere uomini liberi che credono che il benessere individuale è sostanziale solo quando è diffuso e radicato in tutti i popoli della terra.

Il nostro essere lions, membri della più grande associazione di servizio del mondo, assume significato vero se contribuiamo da leader in modo determinante per dare voce autentica ai concetti allargati di sicurezza e di nazione.

Certo quando è stata fondata negli Stati Uniti la nostra associazione, il concetto di nazione nel mondo civilizzato era legato per lo più ad una forte territorialità, all’etnia e alla razza. Oggi con gli insegnamenti che ci derivano dalle due guerre mondiali del secolo scorso, dalla globalizzazione e dalla spinta integrazione delle economie e delle culture, la definizione di nazione va rivista.

E’ giusto e significativo celebrare e ricordare l’unità d’Italia ma non facciamo l’errore di arroccarci nella chiusura territoriale o nel rifiuto ad ogni  riforma dello Stato. I nostri confini nazionali non possono prescindere dal resto del mondo e dalle legittime aspirazioni di autonomia interna fondata sulla responsabilità (federalismo graduale).

Oggi occorre sentirsi italiani responsabili, figli del mondo; con questi due fari dobbiamo trovare la nostra prospettiva di riferimento per rimettere il paese in movimento.

Il lions, con la forte radicazione nel territorio e l’altrettanto forte vocazione all’internazionalizzazione, può e deve contribuire al miglioramento del dialogo responsabile  di tutti i popoli del mondo.

Con questi sentimenti spero nella crescita del lionismo e che ciò  contribuisca ad una crescita umana e civile della nazione.

 

* Club Pachino Rosolini Terra del Sole

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